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La storia del filtro Phin vietnamita

Sapere sul caffè

La storia del filtro Phin vietnamita

Come una reliquia coloniale francese è diventata il cuore della cultura del caffè vietnamita

Pubblicato il 4 agosto 20267 min di lettura

Il filtro Phin è così strettamente legato al caffè vietnamita che è quasi impossibile immaginare l'uno senza l'altro. Eppure non è affatto un elemento antico della tradizione vietnamita, ma un oggetto importato circa 150 anni fa, che la cultura del caffè vietnamita ha fatto talmente proprio che oggi nessuno lo considera più estraneo.

Un'invenzione francese su suolo vietnamita

Il caffè arrivò in Vietnam con i colonizzatori francesi, che a partire dagli anni 1850 piantarono le prime piantagioni, inizialmente soprattutto al nord, poi soprattutto negli altopiani centrali attorno a Đắk Lắk. Con il caffè arrivò anche il metodo di preparazione: un piccolo filtro metallico posto sopra la tazza che lascia gocciolare il caffè lentamente, simile al caffè filtro francese dell'epoca. Il nome stesso Phin deriverebbe probabilmente dalla parola francese filtre.

In Vietnam, questo principio semplice divenne un vero e proprio rituale di preparazione a sé stante: tazza, base forata, disco pressore e coperchio, originariamente per lo più in alluminio, oggi spesso in acciaio inossidabile. Il metodo vero e proprio è cambiato pochissimo dagli inizi.

Perché il latte condensato invece del latte fresco

La classica combinazione di caffè forte e latte condensato zuccherato, ancora presente oggi nel Cà Phê Sữa Đá, ha un'origine molto pratica. Nel Vietnam tropicale di inizio Novecento il latte fresco era difficile da reperire: mancava la catena del freddo, l'allevamento da latte era poco diffuso, e il latte fresco importato si deteriorava durante il lungo trasporto.

Il latte condensato zuccherato, al contrario, si conservava bene, era economico e facile da trasportare, ampiamente disponibile grazie al commercio francese. Quello che iniziò come un ripiego divenne un gusto distintivo: la dolcezza del latte condensato bilancia l'amarezza decisa del caffè Robusta, la varietà più coltivata negli altopiani vietnamiti, e proprio questa combinazione resta altrettanto amata ancora oggi.

Jona Hallbaur

La storia dietro VietCoff

Jona Hallbaur

Il caffè era parte integrante di quella quotidianità. Tornato in Germania mi mancava così tanto che ho deciso di portarlo qui io stesso. È così che è nato VietCoff.

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Un rituale quotidiano, non una moda hipster

Mentre altrove i metodi di filtraggio manuale vengono considerati un moderno movimento del caffè di specialità, il filtro Phin fa parte della vita quotidiana vietnamita da generazioni: su uno sgabello di plastica a bordo strada, in ufficio tra un compito e l'altro, o come momento di quiete la mattina presto. Il gocciolamento lento, spesso quattro o cinque minuti, non è uno svantaggio ma parte del rituale, un momento per prendere fiato prima che inizi la giornata.

Questa combinazione di semplicità e costanza è probabilmente anche il motivo per cui il filtro Phin è cambiato così poco a livello internazionale, mentre intorno a esso si sono susseguite intere mode del caffè.

Il filtro Phin oggi

Che sia alla base del puristico Cà Phê Đen, del dolce e cremoso Cà Phê Sữa Đá, o di varianti più elaborate come il Cà Phê Trứng, il caffè all'uovo di Hanoi, il filtro Phin resta il filo conduttore della cultura del caffè vietnamita. Non richiede elettricità, né filtri di carta, e sta in qualsiasi borsa, pratico oggi come il primo giorno.

Chi vuole preparare il caffè con il filtro Phin trova la ricetta base passo dopo passo nella sezione dedicata. Il filtro adatto è disponibile nello shop.